Baxter protagonista al XIX Congresso GSDP

Approfondimenti sull’assistenza sanitaria
XIX Congresso GSDP

I vertici della nefrologia italiana riuniti a Lecco promuovono la dialisi peritoneale come un trattamento sicuro ed efficace per il paziente e quello maggiormente in grado di realizzare un risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Lecco - April 19, 2018

"Remote Patient Management: un innovativo approccio alla Dialisi Peritoneale"

Grazie all'innovazione tecnologica e al know-how di Baxter, è possibile raggiungere una miglior qualità di vita del paziente, una più efficiente gestione della terapia per il medico e una miglior allocazione delle risorse per il SSN.

Una valutazione HTA in Friuli Venezia Giulia dimostra che grazie alla tecnologia Baxter e alla dialisi peritoneale diminuiscono gli accessi in ospedale, i giorni di degenza e i costi di gestione.

"La dialisi peritoneale viene effettuata al proprio domicilio dal paziente stesso. Diversamente da quella extra-corporea, la dialisi peritoneale sfrutta il contatto tra peritoneo e la soluzione dialitica", spiega Giuliano Brunori, Primario dell'Unità di Nefrologia e dialisi di Trento, moderatore nel simposio "Remote Patient Management: un innovativo approccio alla Dialisi Peritoneale" organizzato da Baxter nell'ambito del Congresso. "Non esistendo un circolo extracorporeo non c'è rischio di incidenti che possano mettere a rischio la vita del paziente. Inoltre, essendo una metodica domiciliare, che può essere effettuata anche di notte mentre il paziente dorme, non interferisce con le attività quotidiane dei pazienti (lavoro, studio, svago) e permette quindi una miglior qualità della vita. Infine può essere effettuata ovunque, per cui il paziente che vuole recarsi a trascorrere un periodo di ferie, porta con sé il materiale necessario".

Tuttavia, nonostante la dialisi peritoneale sia indicata per la maggior parte dei pazienti, ad oggi la percentuale di utilizzo di questa metodica in Italia non raggiunge il 10%. Gli studi dicono che si potrebbe arrivare al 30%. Più precisamente nei pazienti incidenti, cioè quelli di nuovo arrivo alla dialisi, la percentuale in dialisi domiciliare dovrebbe essere fra il 30 e il 40%, mentre nei pazienti prevalenti potrebbe collocarsi fra il 20 e il 30%.

"La dialisi peritoneale è una metodica dialitica semplice, di facile apprendimento ed esecuzione", conferma Gianfranca Cabiddu, coordinatore del Gruppo Dialisi Peritoneale della Società Italiana di Nefrologia e Responsabile della Struttura Dialisi Peritoneale della Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari. "È inoltre, una metodica flessibile - continua Cabiddu, moderatrice nel simposio Baxter trasmesso per l'occasione anche in live streaming durante il Congresso -  che si adatta allo stile di vita del paziente e non viceversa. Aumentare la dialisi domiciliare significa, quindi, prima di tutto crederci e, per poterci credere bisogna conoscerla. Solo in questo modo si potrà offrire al paziente l'opportunità di scegliere, in modo informato e consapevole, il tipo di trattamento che meglio si adatta alla propria situazione clinica e sociale".

Grazie al nuovo sistema per dialisi peritoneale automatizzata (APD) denominato Claria, la piattaforma di connettività su cloud (o web) Sharesource, messo a disposizione da Baxter, si semplifica fortemente il trattamento dialitico per il paziente e lo staff clinico del centro dialisi. I dati mostrano come il sistema abbia raggiunto risultati significativi in termini di numero di centri dialisi utilizzatori (130 centri, 55% dei centri italiani) e pazienti in trattamento (oltre 900 pazienti, 30% del totale dei pazienti in dialisi peritoneale automatizzata in Italia), confermando anche nell'ambito nefrologico i benefici clinici, organizzativi ed economici che le nuove tecnologie possono apportare nella cura del paziente cronico domiciliare. Ma, come ribadiscono gli esperti, è possibile fare di più.

"L'ausilio della tecnologia e dell'innovazione, attraverso piattaforme interattive, il Cloud e sistemi di raccolta dati, ci permette di diventare per il paziente una 'famiglia digitale' che lo accoglie e lo cura", dichiara Lorenzo Di Liberato, medico dirigente dell'Asl-Nefrologia Chieti.

A conferma della validità ed efficacia della nuova tecnologia Baxter, arrivano anche i dati del primo studio HTA realizzato dalla regione Friuli Venezia Giulia in collaborazione con la Asl AAS3 Friuli.

"Abbiamo analizzato circa 21 pazienti prevalenti arruolati e seguiti per un anno, 6 mesi con tecnologia preesistente e 6 mesi con telemedicina-tele monitoraggio bidirezionale Claria Sharesource", dichiara Gianpaolo Amici, direttore Nefrologia e Dialisi AAS3 Friuli Venezia Giulia. "Con l'applicazione della telemedicina si è osservata una riduzione delle telefonate pro-capite mensili (da 0.6 a 0.5), degli accessi programmati al centro (da 2.2 a 1.0), degli accessi non programmati (da 0.4 a 0.2) e delle giornate di degenza (da 1.7 a 0.8). L'analisi economica ha restituito anche un vantaggio nei costi globali mensili di follow-up, escludendo il materiale dialitico necessario, da un range di costo di 747-1295 euro con la vecchia tecnologia a un range di costo di 305-389 euro con la nuova applicazione. Lo studio - conclude Giampaolo Amici - oltre a rendere evidenti i vantaggi economici e gestionali della nuova tecnica, ne ha dimostrato il corretto funzionamento e un sensibile miglioramento della qualità della vita dei pazienti".